Come ormai saprete, lavoro spesso con i bambini e, necessariamente, anche con i loroĀ genitori. Questi ultimi mi fanno spesso delle domande chiedendomi consigli su cosa fare…, su come dire…, su quale mossa sarebbe meglio effettuare…
Tra le cose che mi vengono domandate più di frequente, posso sicuramente annoverare quella su come rispondere ad un bambino per una domanda specifica. I bambini sono molto curiosi e la voglia di fare domande è una cosa che li caratterizza nei primi anni di vita. Molte di queste domande spesso non sono facili per i genitori che possono riscontrare difficoltà nel trovare un modo di rispondere.
Esistono sostanzialmente due strategie perĀ rispondere alle domande dei bambini ma l’aspetto che fa la differenza ĆØ, sostanzialmente, uno: conosciamo la risposta? Nel caso in cui conoscessimo la riposta alla domanda che ci ĆØ stata rivolta nullaĀ quƦstio, eĀ non ci rimane altro che fare l’unica cosa possibile: rispondere! Ovviamente la risposta deve essere calibrata rispetto alla capacitĆ di comprensione del bambino. Ć necessario tenereĀ conto di questo aspetto per evitare che la risposta possa mettere ancora più in difficoltĆ il bambino. Sta all’adulto capire cosa il bambino sia in grado di comprendere e riconoscere con quali termini può essere aiutato ad avere una comprensione di quello che ha chiesto.Ā
Data l’interattivitĆ della loro vita, i bambini, sopratutto i bambini di oggi, si ritrovano spesso a fare domande anche abbastanza complesse, su cose slegate magari dalla vita quotidiana, che possono mettere in difficoltĆ ilĀ genitore al quale queste domande sono poste. PerĀ esempio, grazie ad internet, apprendono e vedono immagini o video che solleticano la loro curiositĆ , cose delle quali vorrebbero sapere di più. Può anche capitare che vedano cose inadatte per la loroĀ etĆ , come scene di sesso. Anche in questo caso la loro curiositĆ potrebbe essere solleticata e sta al genitore trovare un modo per dare un significato a quello che il bambino sta domandando.
Fino a questo punto abbiamo visto il caso nel quale conosciamo la risposta alla domanda che ci ĆØ stata posta. Ma esiste una seconda possibilitĆ : non sappiamo rispondere a quello che ci chiedono. In questo caso gli esiti possono essere due:Ā rispondiamo inventandoci qualcosa oppure ammettiamo la veritĆ . Vediamo il primo caso. LaĀ bimba sta guardando la televisione ed ĆØ attratta da un programma nel quale costruiscono oggetti. Chiede al padre come vengano assemblate le automobili e il padre ĆØ consapevole che l’unica cosa che conosce della sua auto ĆØ come si metta in moto. Non vuoleĀ però che sua figlia immagini che lui non sappia niente di auto e allora inizia a pescare nel serbatoio confuso e disordinato nel quale sono stipate tutte le sue conoscenze di motori. La bimba sarĆ momentaneamente soddisfatta della risposta e suo padre potrĆ rilassarsi credendo che il pericolo sia stato scampato e che la sua immagine (quella con sua figlia e quella che lui ha di se stesso) sia stata preservata.
Facendo questo, però, si ĆØ creato un precedente.Ā Innanzitutto non ĆØ stato sincero: se la bimba dovesse avere informazioni migliori rispetto a quello che le ha detto il padre, penserebbe che il papĆ possa non saperne poi tanto o, peggio, possa averle mentito. Il padre pagherebbe laĀ piccola bugia con laĀ perdita di fiducia. Bisognerebbe chiedere al papĆ cosa prova nell’ammettere di fronte a sua figlia che non conosce una cosa. Non si tratta di ammettere una colpa quanto diĀ riconoscere un limite. La bimba saprebbe che il padre non sa tutto ma, di contro, avrebbe la conferma che sia una persona sincera. Quale potrebbe essere la soluzione? Ho una possibilitĆ : se il padre rispondesse che non sa nulla di auto e proponesse alla figlia di fare una ricerca assieme per saperne di più si avrebbero diversi vantaggi: come detto la bambina intuirebbe di non avere un padre onnisciente (cosa comunque reale) ma sincero, e in più un padre propositivo, curioso e desideroso di passare del tempo con lei, rinforzando il legame che padre e figlia hanno in un modo che potrebbe essere proficuo per entrambi: il padre potrebbe finalmente sapereĀ com’ĆØ fatto l’oggetto che mette in moto tutti i giorni, la bambina potrebbe finalmente passare più tempo con il padre facendo una cosa che la incuriosisce.
Insomma, tornando al quesito iniziale, come si risponde alle domande di un bambino? Dipende da voi. Come avete letto, avete diverse possibilitĆ e leĀ possibilitĆ sono date da quanto consideriate disdicevole non sapere le cose che un bimbo vi chiede. Se riusciste a non prendere in considerazione solo questo aspetto, avrete davanti un mondo di opportunitĆ da condividere con loro. Mentre loro sapranno di poter contare su di voi sia per le domande che vi faranno sia, nel caso non conosciate la risposta, per passare più tempo in vostra compagnia, cercando leĀ possibili risposte e facendo, in più, qualcosa che li/vi incuriosisce.Ā
Che ne pensate?
A presto,
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