Adulti invidiosi e mal disposti, li definisce l’autore. Invidiosi di cosa? Cosa può invidiare l’adulto a questi giovani perennementeĀ annoiati e in crisi con la propria vita? Le cose che possono suscitare invidia sono diverse: la vitalitĆ , il tempo, le possibilitĆ , le occasioni, le infinite prospettive che si trova davanti, leĀ opportunitĆ , le esperienze da fare. Non che questi aspetti non possano far parte del mondo adulto, ma spesso molti, una volta cresciuti, non vedono queste possibilitĆ in un vita ormai ordinata, spesso ordinaria, una vita che ha assunto una piega che non lascia intravedere grandi possibiliĀ novitĆ . Questo sentire, non ammissibile e non confessabile, spesso neanche cosciente, induce una particolare severitĆ nel giudicare la vita dei ragazzi, severitĆ attraverso la quale non percepiamo l’altro lato della medaglia, il dolore, lo sconforto e la paura che suscita diventare grandi. Se riuscissimo a ricontattare l’adolescente che siamo stati, forse ci tornerebbe alla mente il miscuglio di eccitazione e terrore, di paura e sfida, di sicurezza e fragilitĆ che l’adolescenza comporta. Gli esiti imprevedibili di questa miscela sono ben più spaventosi di quanto un adulto riesca a percepire o ricordare. Anche la noia in questa prospettiva, assume contorni nuovi e stupefacenti, contorni che l’adulto stenta a riconoscere:
Il nostro adolescente non si annoia, ma contempla sgomento la pochezza del mondo che gli hanno preparato ed ĆØ costretto a chiedersi come possa renderlo più interessante. Non ĆØ affatto ottimista sull’esito dell’operazione ĆØ quasi sempre decide di non interessarsi ad azioni trasformatrici, limitandosi a cercare di soffrirne il meno possibile; spesso si costruisce, in alternativa, un mondo parallelo fatto del piccolo gruppo di amici e amiche, con cui prendere in giro il mondo esterno.Ā [1]
La noia diviene una forma di desensibilizzazione rispetto al mondo che circonda, mondo sentito comeĀ pauroso e ostile, un mondo dal quale fuggire e nel quale, spesso, non si trova la guida di un adulto del quale fidarsi. Un mondoĀ percepitoĀ come pericoloso, nel quale ogni privilegio sarebbe volentieri scambiato con la sicurezza, con la facilitĆ , la stabilitĆ , la comprensione. Il mondo in trasformazione ĆØ un mondo nel quale anche le relazioni con gli altri, stabili fin da quando si era bambini, vannoĀ ristrutturate all’interno di un rapporto diverso, complesso da decifrare, con continui rimandi e rimproveri,Ā all’interno della logica del ‘non puoi più comportarti cosƬ, non sei più un bambino’, quando ancora a quel bambino non ĆØ subentrato un adulto che comprenda come relazionarsi con il mondo dei grandi che siĀ avvicina inesorabile.
Questa complessitĆ non viene presa in considerazione,Ā ottenebrati come siamo dai meravigliosi privilegi che concediamo loro e dei quali loro godono. I ragazzi hanno gioco facile nel mostrarsi presuntuosi o fragili, forti o disinteressati, boriosi o intimiditi, in una oscillazione emotiva che spaventa chi sta loro intorno e li allontana. La noia ĆØ l’arma con la quale non si fanno toccare, rifuggono dal contatto con un emotivo che disorienta, in primis, loro stessi. Ed ĆØĀ questo il grande dilemma dell’adolescente: essere coinvolto o disinteressarsi? Un dilemma che lambisce anche gli adulti: farsi coinvolgere o mollare la presa? Ā
Ed ĆØ in questo che una figura adulta,Ā supportiva e non giudicante, può essere di grande aiuto. Solo con il sostegno diĀ adulti che siano riusciti a trovare il loro equilibrioĀ tra il ragazzo che sono stati e l’adulto che sono diventati, si può offrire loro una mano tesa e agevolarli a trovare un modo per relazionarsi con un mondo, fisico, relazionale edĀ emotivo che sta inevitabilmente assumendo contorni nuovi. UnĀ adulto che riesca a non farsi impressionare o spaventare dalla noia e dal disinteresse che manifestano per tenerli alla larga. Un adulto che abbia ben presente che questo mondo sta mutando per i ragazzi ma anche, inevitabilmente, per coloro che li circondano.
Come sempre chi volesse/potesse condividere la sua esperienza può farlo contattandomi per mail (fabrizioboninu@gmail.com) oppure per telefono (3920008369).Ā Ā
Che ne pensate?
A presto…
[1] Charmet, G., P. (2010), Fragile e spavaldo, Editori Laterza, Roma, pp. 107-111
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