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Angelina
Angelina
8 anni fa

Semplicemente perfetto!

andrea
andrea
8 anni fa

credo di aver capito che la conoscenza di se stessi corredata da una forte emotivita e senzibilita nonche di intelliigenza ci porta a capire chi ci sta d’avanti quindi possiamo definirci delle persone con empatia

Alimonti Carla
Alimonti Carla
8 anni fa

Veramente molto molto bello.

L’ho compreso e apprezzato molto.

Grazie

Michela
Michela
11 anni fa

Trovo molto interessante e utile ai fini dell’interpretazione di cosa sia l’empatia, definirla come un viaggio mentale a cominciare dalla lettura delle proprie emozioni come stazione di partenza e, come meta prefissata, quella dell’universo emozionale dell’altro. Niente di più chiaro e assolutamente condivisibile. Ma l’essere idonei a questo viaggio ĆØ un’altra cosa. Non c’è chi ĆØ più bravo, secondo me, in tal senso. C’è chi ĆØ più interessato a conoscere sĆ© stesso, a volersi bene, ad aiutarsi, a riconoscere umilmente che si ĆØ fragili, nonostante tutti i punti a proprio favore. Ed’è proprio nella consapevolezza di questa umana fragilitĆ  che risiede il punto più forte di noi stessi, e quello da cui partire per interagire empaticamente con l’altro, per creare un canale che scavi la distanza che rende estranee due persone che dovrebbero comunicare. La comunicazione ĆØ empatia, quella diretta al dialogo, e quindi all’ascolto, quello vero, quello che non presume che io sappia prima cosa proverò nel conoscere la voce emozionale dell’altro. E qui c’è la curiositĆ  (curiositĆ  come interesse, interesse come attenzione) a conoscere l’altro. La sanno lunga i politici, tutti i potenti che vivono per confermare ossessivamente e vedersi confermato il loro potere verso tutto e tutti: il potente non ĆØ empatico, la sua attenzione non ĆØ diretta all’altro.
PerchĆ© l’empatia richiede un imprescindibile riconoscimento: il valore umano dell’altro, cosƬ come quello di sĆ© stessi.
Non possiamo argomentare sul fatto che intorno a noi non esiste tanta empatia. Se ne parliamo siamo giĆ  nel suo canale di passaggio, stiamo giĆ  percorrendo quella direzione verso l’altro, gli altri. Stiamo riconoscendo l’esistenza di un mondo interiore ed emozionale in ciascuno di noi, ĆØ questo ĆØ bellissimo, ĆØ un impegno che ci piace, che ci fa stare bene prima di tutto con noi stessi. Che questo impegno debba essere sempre tenuto presente come un percorso, non come una meta raggiunta come data per scontato, ĆØ fondamentale. Non siamo statici e non possiamo seguire una ricetta universale in ogni comunicazione, altrimenti possiamo credere di essere empatici, ma lo siamo solo teoricamente. Quindi ĆØ umano anche l’eventuale errore, ed ĆØ altrettanto umano ed empatico rimettere in discussione quanto dato per certo sull’altro, secondo la nostra opinione, e ripartire fiduciosi in un ascolto più umilmente attento. Se l’altro mi arricchisce, l’empatia ĆØ umanamente riuscita. E il regalo che la vita ci fa ogni giorno ĆØ proprio questo: la possibilitĆ  di arricchirmi grazie alla comunicazione con l’altro, in ogni contesto. Bisogna essere fiduciosi che questo nostro approccio empatico ĆØ fortemente motivazionale sull’approccio degli altri verso di noi. Per questo l’empatia ĆØ un dono che dovrebbe essere seriamente vagliato da tutti coloro che intendono realizzare un progetto lavorativo che implichi un continuo rapportarsi quotidiano con le persone, per non fare danni anzichĆ© del bene, e per non peggiorare una condizione di malattia, anzichĆ© alleviarla o guarirla.
Lo stesso linguaggio ĆØ nato dall’esigenza di empatia tra gli esseri umani. Non bastava fare gesti e indicare gli oggetti. Gli uomini capirono che siamo fatti anche di qualcosa che non ha materia e che ĆØ la forza propulsiva verso un viaggio conoscitivo meraviglioso, anche quando ci appare misterioso e difficile.
Gli argomenti che lei propone, carissimo Dott. Boninu, e il suo ineffabile garbo, nonchĆ© finezza nell’argomentarli, sono sempre di estremo interesse per tutti. L’ammiro tantissimo in questo suo ben riuscito, a mio parere, sforzo a localizzarsi su entrambe le sponde con le diverse prospettive: quello del comune lettore (perfino del paziente) e dello specialista, del redattore e del commentatore, per poi lasciare la parola, con un ineccepibile interesse all’ascolto di tutti. Una complementaritĆ  di prospettive che ĆØ empatia per eccellenza. Tutto questo per dirle che il suo stesso modus operandi, a mia opinione, ĆØ di per sĆ© la lezione più esplicita che lascia ben intendere cosa sia, sostanzialmente, l’empatia come valore umano e, oserei dire, come affezione naturale al genere umano.
Questa ĆØ la mia modesta opinione, che si ĆØ formata attraverso il mio semplice vivere quotidiano nella mia famiglia, con i figli, al lavoro, nelle scuole, e nel viaggio esplorativo delle mie emozioni. Un viaggio di cui oggi queste riflessioni scritte, grazie a lei, costituiscono un segmento.
Grazie per questo suo sempre più interessante e utile sito. Cordiali saluti a lei e a tutti i suoi numerosi lettori.

graziella
graziella
11 anni fa

gentile dott.Boninu, ho letto un libro sull’empatia, che mi ha coinvolto molto. Ma ho scelto io di farlo, e sono stata agevolata dal fatto che ricevo un catalogo con le proposte periodiche di alcuni autori. Dunque, la presentazione del catalogo ha destato in me quella curiositĆ  necessaria per porsi certe domande. oggigiorno troppe cose tentano di accaparrarsi la nostra attenzione; i nostri interessi (in tutti i sensi), e la nostra curiositĆ . Parlare di empatia … con chi? La persona che non ha a che fare con il pubblico, non si pone nemmeno la domanda! E quegli altri che lo fanno, sono persone molto sensibili, o particolarmente dotate di quella curiositĆ  che ci fa ancora chiedere se possiamo fare qualcosa per far stare bene insieme a noi amici, parenti … figli! Non siamo abituati a porci queste domande. Questo ĆØ quanto noto osservando le persone che vedo accanto a me, ma anche mentre stiamo alla fermata dei mezzi, e sui mezzi stessi. Sono certa che parlare di empatia, cosƬ, tanto per conversare, creerebbe una situazione imbarazzante. E’ troppa l’ignoranza su queste cose. E come ripeto: ho avuto la fortuna di leggere la presentazione del catalogo dei libri e me lo sono procurato; come quello sull’assertivitĆ , altro argomento molto utile! Cordiali saluti. Graziella

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