L’articolo del quale voglio parlarvi oggi riguarda una realtĆ che ĆØ sotto gli occhi di tutti noi. Mi riferisco all’aumento spropositato di persone che soffrono di disturbo da gioco, vera e propria nuova mania nazionaleĀ aggravato,Ā per molti, anche dalle condizioni economiche di questo periodo. Ma andiamo con ordine. Secondo la Alea, associazione per lo studio del gioco, sarebbero mezzo milione le persone che avrebbero un rapporto patologico con il gioco. Ci si riferisce a persone che non sono in grado di controllare l’impulso di giocare, che non sono in grado di smettere autonomamente e che sono in grado, invece, di passare ore e ore di fronte a macchinette o giocarsi l’intero stipendio (o pensione) nella speranza di poter guadagnare qualcosa. Di questi 500.000 ben 100.000 sarebbero minorenni, persone che non potrebbero neanche giocare. Non ci si deve stupire di questi numeri: i minorenni vengono iniziati al gioco tramite delle apparentemente innocue applicazioni che spopolano, per esempio, su Facebook. Questi giochi, anche se apparentemente non sono dannosiĀ perché non si vince o non si perde nulla se non ‘soldi virtuali’, in realtĆ sono potenzialmente molto distruttive nel momento in cui iniziano ad innescare nel minore sia la comprensione che la passione per il gioco fine a se stesso. Quel minore sarĆ , poi, un adulto che conoscerĆ non solo tutte le regole del gioco ma avrĆ provato l’ebbrezza di vincere e perdere virtualmente.Ā Il salto nel reale ĆØ solo l’ultimo passo per una dipendenza coltivata da anni.
Parlando di gioco, non stiamo parlando, ovviamente, solo di macchinette o poker, ma di tutti quei mille modi con cui le persone tentano la fortuna in Italia: gratta e vinci in primis. Ormai sono talmente diffusi che sembra impossibile uscire da un negozio qualunque senza averne giocato almeno uno. Promettono premi sempre più grossi e alcuni propongo dei veri e propri vitalizzi. La tentazione si fa sempre più grossa sopratutto per quelle fasce sociali che, invece, hanno sempre più difficoltà ad arrivare a fine mese. Non stupisce, allora, come tra le categorie di giocatori più a rischio vengano citati pensionati, casalinghe, disoccupati, fasce deboli della popolazione e che queste categorie costituiscano addirittura il 40% dei giocatori  più a rischio di sviluppare dipendenza.
Sono dati allarmanti considerato che spendiamo mediamente 8o miliardi di euro all’anno per giochi, gratta e vinci, scommesse e lotterie. Lo Stato ĆØ il vero vincitore di questo giro immenso di soldi. Si calcola che incassi all’incirca 20 miliardi di euro l’anno. Prima di pensare che questa cifra giustifichi e spieghi l’investimento, bisognerebbe forse, pensare a tutti i costi, materiali, psicologici, sociali che questo tipo di dipendenza invece comporta per le stesse casse dello Stato. Molte di queste persone, non essendo in grado di uscire autonomamente dalla dipendenza, hanno bisogno di aiuto qualificato e si rivolgono ai servizi psicosociali delle Asl, andando ad aumentare il grado di congestione del servizio stesso. Molti, spinti dal miraggio della ricchezza, si ritrovano ad essere sempre più poveri. In alcune fasce questo potrebbe provocare l’aumento di tensione familiare, coniugale, genitoriale. Sono tutti costi imponderabili, ma che sarebbe bene mettere sul piatto della bilancia. Solo allora risulterebbe difficile lavarsi la coscienza con il ritornello gioca il giusto!
Intanto il link:Ā
http://www.repubblica.it/salute/2012/03/23/news/giocodipendenza_6mila_italiani_in_cura-32078025/Ā
L’articolo ĆØ di Repubblica ed ĆØ firmato da Caterina Pasolini
A presto…
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Non so se il gioco virtuale in realtĆ ĆØ una premessa per creare una dipendenza del tipo citata dallāarticolo. Credo che i giochi sono da sempre esistiti e stimolano la voglia di competere, di riuscire, di poter realizzare delle capacitĆ e non lo trovo negativo, certo ĆØ che la dipendenza dellāeuforia di un riuscire risulta dannosa, ma questo dipende da altri fattori,in primis problematiche personali,poi cāĆØ lāambiente in cui si vive, come si vive, di cosa ci si occupa, eccā¦Invece i cosidetti giochi odierni, che in realtĆ sono lotterie,sono il reale pericolo e non solo per i giovani perchĆØ si inseriscono molto subdolamente negli ristrettissimi spazi di unica speranza che offre un sogno, seppur con minimissime percentuali di riuscita. Purtroppo chi oggi non ĆØ quasi schiacciato da questa crisi che dispone scenari futuri molto pesanti? E cosƬ, molto furbescamente lo stato incentiva il sistema perchĆØ fa leva sulla fragilitĆ dei pensionati, sulla incoscienza dei giovani, sulla debolezza delle persone che coltivano la dipendenza sullāaspetto psicologico che ĆØ molto più difficile da controllare considerato lāinsieme dei fattoriā¦Triste e preoccupante questo dato, che dĆ lāidea della condizione sociale in cui riversiamo e quel che ritengo peggio ĆØ che ci sia addirittura chi specula su tutto ciò per garantirsi un qualche guadagnoā¦situazione allarmante che sempre più ci rende meno liberi, facendoci perdere il senso della vita e della nostra stessa umanitĆ . Eāun bene che si affrontino questi temi, grazie per averlo fattoā¦denunciare problemi cosƬ importanti serve a far riflettere, a stimolare risvegli di una coscienza che sempre più si fa prendere dallāultimo sorsoā¦lāultima sigarettaā¦.lāultimo gratta e vinciā¦come sopita per rifugiarsi dallāincubo opprimente di una realtĆ costruita per renderci impotenti, malgrado le nostre risorse infiniteā¦