Sono rimasto colpito, come molti di voi credo, dall’ennesimo caso di cronaca riguardante un episodio di violenza scolastica. In breve il racconto (come apparso sul quotidiano L’Unione Sarda): un insegnanteĀ di disegno di una scuola di Cagliari, ĆØ stato denunciato dai genitori di un suo alunno sedicenne perchĆ© lo avrebbe schiaffeggiato. L’episodio risale al 29 ottobre scorso. Sempre stando a quanto riportato dal quotidiano, il ragazzo era stato ripreso diverse volte perchĆ© disturbava la lezione ed era stato infine mandato fuori dall’aula. Il professore sostiene di essere stato aggredito dal ragazzo e di avergli dato uno schiaffo per difendersi. Nell’articolo si riporta anche la posizioneĀ dei genitori del ragazzo che qualificano l’episodio come ingiustificabile.
A corredo dell’articolo, i commenti dei lettori all’episodio rendono molto bene la posizione generale su questo tipo di episodi: ‘Non credo che il professore abbia torto ma credo che i genitori oltre allo schiaffo del prof dovrebbero darglielo anche loro. Coraggio prof io sono con te.’, ‘Il prof. ha fatto benissimo, due ceffoni ben dati quando ci vogliono fanno solo bene. Io li darei anche a certi genitori che sono più cafoni dei loro figli’, ‘Siamo arrivati all’assurdo non solo non sono in grado di educare i figli ma si permettono pure di denunciare. …… mio padre mi avrebbe preso a calci …..povera Italia !’, ‘SeĀ i fatti si sono svolti come riporta la cronaca:PIENA SOLIDARIETĆ AL DOCENTE. Sono una madre di tre figli e ho avuto molto dalla scuola per i miei ragazzi, ai quali ho sempre insegnato rispetto per le istituzioni’, e ancora ‘Se ai miei tempi un insegnante fosse arrivato al punto di darmi uno schiaffo e lo avessi riferito a casa ne avrei preso il doppio dai miei genitori’, ‘Confido nel Giudice chiamato ad esprimersi sull’accaduto affinchĆ© dia un paio di calci nel sedere a quel genitore degno di cotanto figlio!’, ‘Purtroppo questi teppisti da strapazzo riescono a compromettere la vita ĆØ la serenitĆ di una intera comunitĆ provocando all’inverosimile e non consentendo di fare lezione.. Ma la cosa grave ĆØ che sono anche spalleggiati da genitori incapaci ad educare che in queste situazioni hanno sempre la denuncia facile per raggranellare qualche soldo. Fosse stata mia madre, lui avrebbe aggiunto su me altri sonori ceffoni dopo quello del professore’, ‘Difesa totale nei confronti del professore’, e infine ‘PerchĆ© non denunciarli ai tribunali dei minori per l’inadeguatezza della loro educazione?’.
Il tono dei commenti ĆØ sorprendentemente simile. Sostanzialmente abbiamo la condanna dei genitori, la condanna del ragazzo e il supporto dell’insegnante. Lo schieramento ĆØ palese. Nessuno si chiede cosa abbia fatto degenerare in questo modo la situazione. Nessuno ipotizza che questo sia solo l’ultimo anello di una catena molto lunga che vede noi adulti coinvolti nella sempre più marcata incapacitĆ di fornire modelli positivi ai ragazzi. Si parte lancia in resta con l’accusa, non sembra esserci spazio per una riflessione, per un’interrogarsi che non ha facili ricette.
Il disagio all’interno delle scuole sta diventando sempre più evidente e palpabile, ed ĆØ qualcosa che travalica sempre più spesso il contesto scolastico e assurge a fatto di cronaca. Alcuni punti sembrano però chiari e compaiono anche in questa vicenda: il più evidente ĆØ l’allentamento dell’alleanza genitori/insegnanti. Se un tempo c’era il riconoscimento sociale del ruolo dell’insegnante e della sua funzione educativa, ora spesso sembra di assistere ad una battaglia tra due eserciti schierati che sembrano non condividere gli stessi obiettivi. In questo scollamento gliĀ insegnantiĀ siĀ trovano soli a fronteggiare difficoltĆ che, per paura che sfocino in denunce, vengono lasciate perdere e non contenute. Quest’ultimo aspetto, il ricorso frequente a denunce, non fa che esacerbare ulteriormente le posizioni, disimpegnando gli insegnanti.
Qual ĆØ la soluzione a tutto questo? Non ho facili consigli da dare, perchĆ© ritengo la situazione particolarmente complessa. Mi vengono in mente, invece, una serie di condizionali: andrebbe rivista la nostra scelta educativa, andrebbe favorito il confronto tra posizioni diverse, andrebbe coltivato il rispetto delle persone e della loro funzione, andrebbe svelenito il clima, andrebbe rinsaldata l’alleanza tra le figure che, a vario titolo, si occupano dell’educazione dei ragazzi. Andrebbero fatte tante cose in effetti. Andrebbe anche evitato uno schieramento aprioristico su posizioni facili (ha ragione l’insegnante/hanno ragione i genitori) che non solo ci fanno perdere la complessitĆ della vicenda,Ā ma che temo non aiutino a comprendere quello che succede.
Che ci sia spesso un atteggiamento esecrabile da parte di alcuni ragazzi ĆØ, purtroppo sempre più frequente. Che quei ragazzi siano cresciuti con modelli adulti quantomeno discutibili ĆØ un altro tassello del puzzle. Che le cose possano essere risolte additando un colpevole, questo ĆØ un aspetto del quale non sono poi tanto sicuro.Ā
Come sempre chi volesse/potesse condividere la sua esperienza può farlo contattandomi per mail (fabrizioboninu@gmail.com) oppure per telefono (3920008369).Ā
Ā
Che ne pensate?
A presto…
Sul tema leggi anche:Ā
Scuola, insegnanti & genitoriā¦
La complessitĆ sui banchi di scuolaā¦(1)
La complessitĆ sui banchi di scuolaā¦(2)
PerchĆ© sembra che i ragazzi āpeggiorinoā nelle scuole medie? (1)
PerchĆ© sembra che i ragazzi āpeggiorinoā nelle scuole medie? (2)
Cosa chiedono i genitori alla scuola?
Cosa chiedono gli insegnanti alla scuola?
Tutti i diritti riservatiĀ



Manca lāeducazione. Ragazzi/e con il culo pieno grazie a genitori che lāeducazione, lāordine e la disciplina non stanno nemmeno dove sta di casa perchĆ© hanno altro da fare.
Manca un poā di fame. Ragazzi/e che per un pugno di euro son disposti/e a far di tutto e a dare tutto.
Siamo alla frutta, il degrado e il decadimento sono dappertutto.
Non si può aprire un tribunale dei diritti e dei doveri per ogni bulletto che fa il coglione in classe, non si può scandagliare a fondo ogni problema che trabocca dal vaso colmo di questa società al collasso.
ā¦piuttosto a quel prof chi glielo ha fatto fare di farsi il sangue cattivo?
cinque note e poi sospensione??
Cosi invece di uno schiaffo può andare a trovare altro, non so⦠droga⦠mettere incinta una ragazzaā¦
sarebbe bella unāitalia perfetta⦠ma non comincerei proprio da uno schiaffo dato al bulletto che da grande si farĆ trovare il lavoro⦠ci sarebbero cose più gravi⦠condizionale dovuto allāequazione [grave = urge soluzione] che ovviamente ĆØ fantasiaā¦
Salve Insegnante benvenuta⦠non so, chi stabilisce che non si debba aprire un tribunale dei diritti e dei doveri? Magari il bulletto fa il coglione proprio perchĆ© nessuno si ĆØ mai interessato a fargli capire quali fossero i suoi diritti o i suoi doveri, non trova? Non credo sarebbe bella unāItalia perfetta, perchĆ© dove cāĆØ la perfezione non cāĆØ nessuna possibilitĆ di cambiamento e, inevitabilmente, di crescita. Questo continuo girare la testa di fronte a quello che abbiamo davanti, quello che chiamo il ābenaltrismoā, non credo sia di nessun aiuto dal momento che ĆØ vero che cāĆØ e ci sarĆ sempre qualcosa di più grave che accade, ma non verrei venisse usata come scusa per non fare nulla per il āpiccoloā problema che abbiamo di fronte. Grazie dellāintervento.
Secondo me alla base dei continui problemi di bullismo cāĆØ la mancanza di fiducia, ovvero:
il bulletto di turno ha talmente poca stima e fiducia in se stesso che crede che lāunico modo in cui può riuscire a farsi valere con gli altri sia la violenza;
i genitori del bullo prendono le difese del proprio figlio a priori, senza valutarne la bontĆ del comportamento e le sue conseguenze, perchĆ© non hanno fiducia negli insegnanti e nella scuola più in generale e probabilmente non sono in grado di poter accettare di avere commesso a loro volta qualche “errore” nellāeducazione del figlio;
talvolta gli insegnanti hanno talmente poca fiducia, nel fatto che il loro lavoro verrĆ riconosciuto, che smettono di insegnare con passione e di educare i loro alunni al vivere in societĆ secondo valori etici e senso civico.
Lāunico modo per rompere questa spirale della poca fiducia ĆØ che ognuno, qualunque ruolo ricopra (alunno, genitore o insegnante) riesca a guardarsi dentro, a vedere le proprie “debolezze” e si impegni per superarle.
Gli insegnanti pertanto dovrebbero cercare di trasmettere ai ragazzi lāamore per lo studio e fargli capire che non ĆØ fine a se stesso ma ha una sua utilitĆ” nelle più svariate situazioni, i genitori dovrebbero sempre osservare i comportamenti dei propri figli e aiutarli a superare i malesseri anche emotivi nel corso della crescita e in questo compito farsi aiutare dagli insegnanti che vedono i ragazzi sotto un altro punto di vista. Ricreata questa fiducia tra genitori e insegnanti secondo me i ragazzi che hanno bisogno di fare i bulli per farsi notare e valere nei confronti degli altri sono pari a zero, perchĆ© sentendosi ascoltati e compresi non utilizzeranno la violenza come mezzo di comunicazione.
condivido appieno la risposta di stella ,che mi sembra forse la più equilibrata. ognuno di noi,quando succedono episodi di violenza a scuola,dovrebbe guardarsi dentro e interrogarsi sul perché e sulla eventuale possibilità di prevenire questi episodi,che non considero affatto banali. i genitori devono essere più consapevoli del loro ruolo e gli insegnanti devono amare molto il loro lavoro,per trasmettere qualcosa di positivo ai ragazzi.quanto al bullo odia l altro il più debole e fa di tutto per provocarlo e tenerlo in suo potere. è fondamentale sec me insegnare ,in tutte le scuole di ogni ordine e grado ,educazione civica nel senso del rispetto dell altro ,chiunque esso sia ,a maggior ragione rispetto vs il professore. non sono d accordo sullo schiaffo al bullo,però in un attimo di esasperazione,purtroppo si può arrivare a questo. tutti i prof dovrebbero almeno un quarto d ora dedicarlo all educazione civica ,al rispetto e alla solidareità vs la comunità che ci circonda e più rispetto vs il prof che rappresenta l istituzione.
Sono fermamente convinta che lāunica soluzione a situazioni di questo tipo sia la ricostruzione di un dialogo tra scuola e famiglia. Solo se si crea unāalleanza tra gli adulti che si occupano, a diverso titolo e con competenze diverse, dellāeducazione dei bambini e dei ragazzi, si potrĆ dare loro unāeducazione āsanaā in cui il rispetto per tutte le persone sia un principio guida e non una cosa da usare a āpropria immagine e somiglianzaā. Le incomprensioni tra alunni e insegnanti ci saranno sempre, cosƬ come quelle tra genitori e figli e ci sarĆ sempre il bisogno dei ragazzi di contestare le figure adulte per costruire la propria identitĆ . Si tratta di aspetti fisiologici che sono sempre esistiti ma adesso stanno cambiando le modalitĆ , perchĆ© cambia la percezione del limite da non superareā¦