La riflessione di oggi parte da una fenomeno abbastanza recente ma che sta incontrando una discreta rilevanza mediatica: leĀ cosiddetteĀ sentinelle in piedi. Il 5 Ottobre abbiamo assistito alla nuovaĀ manifestazione, in diverse piazze d’Italia, dei rappresentanti di questa associazione. Ma chi sono le sentinelle in piedi e qual ĆØ il loro obiettivo? Come riporta il sito nazionale sentinelle in piedi ĆØ una resistenza di cittadini che vigila su quanto accade nella societĆ e sulle azioni di chi legifera denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere lāuomo e la civiltĆ . Ritti, silenti e fermi vegliamo per la libertĆ dāespressione e per la tutela della famiglia naturale fondataĀ sull’unioneĀ tra uomo e donna.
La nostra ĆØ una rete apartitica e aconfessionale: con noi vegliano donne, uomini, bambini, anziani, operai, avvocati, insegnanti, impiegati, cattolici, musulmani, ortodossi, persone di qualunque orientamento sessuale, perchĆ© la libertĆ dāespressione non ha religione o appartenenza politica, ci riguarda tutti e ci interessa tutti. [1]
Cosa significhi nella loro visione distruggere l’uomo e la civiltĆ ĆØ facilmente riassumibile: sono contrari a qualunque tipo di unione che non sia tra uomo e donna. La loro ĆØ una visione prettamente eterocentrica, fondata sull’idea che l’unione eterosessuale sia l’unica possibile e da tutelare a discapito di qualunqueĀ altra forma relazionale. Come qualunque ‘centrismo’ anche questo ĆØ basato sul presupposto che la propria posizione sia migliore delle altre. Mossi dall’intento di voler preservare la famiglia ‘naturale’ (sulla ridefinizione dell’aggettivo naturale in una societĆ come la nostra ci sarebbe da scrivere un trattato!), le sentinelle in piedi lottanoĀ perché altre persone non godano degli stessi diritti civili dei quali gode unaĀ famiglia eterosessuale. Sono sempre più convinto del fatto che, se una mobilitazione ĆØ contro i diritti di qualcun’altro, abbia come presupposti delle premesse discutibili.
Il ‘centrismo’ più famoso, in psicologia, ĆØ sicuramente l’egocentrismo. Userò le parole di Claudio Foti, psicologo e psicoterapeuta, per descrivere cosa sia l’egocentrismo e tracciare un parallelismo tra i due ‘centrismi’ citati:
l’egocentrismo non coincide con l’affermazione sana del SĆ©, anzi l’egocentrismo rivela un qualche fallimento nel processo di integrazione e di espansione del SĆ©. L’atteggiamento egocentrico del soggetto con carenze narcisistiche, che rincorre conferme e puntelli esterni alla propria grandiositĆ immaginaria, rivela un deficit di autostima, un’incompiutezza profonda della soggettivitĆ , una mancanza di autonomia vitale. Le cause profonde del suddetto deficit va ricercata peraltro nella frustrazione traumatica di alcuni bisogni di valorizzazione e di integrazione del SĆ© che non sono state soddisfatte nell’infanzia.
(…) L’atteggiamento egocentrico del soggetto alla ricerca avida di gratificazioni immediate per sĆ©, insensibile agli interessi delle persone che gli stanno a fianco rinvia ad una debolezza del sĆ©. L’Ego del soggetto egocentrico non ĆØ un’ego forte, ricco e vitale, bensƬ un Ego impoverito dall’incapacitĆ di trarre soddisfazione da quelle dimensioni dell’esistenza che presuppongono il rispetto per l’altro. Questo soggetto non riesce a percepire e ad integrare bisogni fondamentali, che lo spingerebbero a valorizzare la dimensione relazionale e comunicativa dell’essere umano, una dimensione che implica la sensibilitĆ e la capacitĆ di identificazione nei confronti dell’altro. [2]
L’eterocentrismo, cosƬ come l’egocentrismo, si accompagna al ritenere come degna di comprensione e accettabile solamente la propria idea di realtĆ e, nel caso specifico, a non ritenere accettabile l’idea che esistano altre realtĆ familiari, altre idee di famiglia, altre idee di amore che non sottraggono, ma anzi aggiungono complessitĆ ad una dimensione, la vita relazionale, nello stesso tempo privata e sociale, intima e pubblica. E credo sia chiaro, inoltre, come questa visione ego/eterocentrica non lasci spazio alcuno alla dimensione relazionale, alla sensibilitĆ e alla capacitĆ di identificazione con l’altro. Ammantati da un apparente savoir-faire silente, le sentinelle in piedi portano avanti un messaggio univocoĀ e discriminatorio: la mia realtĆ ĆØ migliore della tua! Come per l’egocentrismo, anche l’eterocentrismo cosƬ estremizzato non può non essere indice di debolezza, di intransigenza, di rigiditĆ di visione, un monolite che non lascia spazio a dubbi, alle domande, all’altro. La visione eterocentrica ĆØ, in’ultima analisi, profondamente egoistica nella prospettiva monodimensionale che persegue.Ā
OgniĀ ampliamento dei diritti non dovrebbe essere vissuto come un pericolo, non dovrebbe mobilitare sentinelle che veglino, non dovrebbe semplicemente costituire motivo di scontro. Se vieneĀ vissuto in questo modo, sarebbe interessante chiedersi ilĀ perché del senso di minaccia avvertito dall’altro, il motivo di tanta rigiditĆ e di tanta chiusura. Probabilmente aiuterebbe a far luce sulla necessitĆ di tanta intransigenza.
Spero arrivi un momento nel quale le sentinelle, continuando a leggere (magari anche libri che confutino tesi diverse rispettoĀ a quelle nelle quali credono!), possano finalmente mettersi sedute e godersi l’evoluzione della societĆ senza sentirsi minacciate. Se poi da silenti diventassero dialoganti sarĆ fatto un passo in più per cercare di superareĀ lo scoglio di egocentrismo che preclude la vista di ogniĀ posizione diversa dalla propria.
Ā
Che ne pensate?
A presto…
[1] www.sentinelleinpiedi.it
Tutti i diritti riservatiĀ
Ā



Graziano, io non so se tu hai mai partecipato a questi “turni di guardia”, ma potresti dirci in sintesi che cosa proteggete e da chi? Voglio dire, guardati attorno: sai quanto bene si può fare in unāora anzichĆØ passarla in piedi a far finta di leggere? Si possono portare abiti usati ai senzatetto, dare una pulita alle strade, parlare con le persone⦠Questo ĆØ impegnarsi “per il sociale”. A me ciò che spaventa sono le vostre prioritĆ .
I due commenti che precedono partono dal punto di vista che gli egocentristi siano dei poveracci che non capiscono niente della societĆ . PerchĆ© non pensate, invece, che abbiano una visione della realtĆ diversa dalla vostra e che, in ogni caso, alcuni cambiamenti, lungi dallāessere “moderni” siano invece semplicemente sbagliati? Le sentinelle stanno normalmente in piedi dato che la loro funzione ĆØ quella di tutelare e custodire ciò a cui fanno la guardia. Umanamente, possono anche aver paura, ma fanno la guardia. In questo caso, sia lāarticolo che i commenti vanno nel senso che lāeterocentrismo sia una patologia⦠Mi chiedo: patologia per patologia: siamo sicuri che alcune forme di “evoluzione sociale” non siano anchāesse una patologia e che, di fatto, siano portate allāattenzione dellāopinione pubblica solo perchĆ© in questo modo, parlando di cose che interessano pochi chi comanda ci distrae dalle cose che interessano tutti?
Leggendo mi ĆØ venuta alla mente l ā immagine delle guardie svizzere in Vaticano. Sentinelle che si siedono e dialogano. ..sarebbe bello. Penso che, molto banalmente, chi si schiera contro qualcosa come le sentinelle in piedi, abbia semplicemente paura. Queste persone secondo me non sanno come rapportarsi con ciò che ĆØ diverso da loro, convinti che per stare bene si debba essere tutti dāaccordo su tutto. Per me ĆØ una visione infantile e priva di consapevolezza della realtĆ .
Verissimo! Anche se sentendo alcune loro interviste (spesso frettolosamente interrotte frettolosamente dal loro rappresentante armato di megafono) si evince quanto per loro sia vitale una protesta silenziosa. Tacendo, infatti, fanno una figura meno ridicola.. š
Cosa aggiungere all’articolo che hai postato, praticamente c’ĆØ tutto, in particolare nel passaggio: “Ammantati da un apparente savoir-faire silente, le sentinelle in piedi portano avanti un messaggio univoco e discriminatorio: la mia realtĆ ĆØ migliore della tua!”. Queste persone più che rabbia trasmettono tristezza, utilizzano un oggetto, i libri, legato alla storia umana e simbolo di cultura, un uso assolutamente improprio e strumentale. A mio parere andrebbero ignorati senza spercare parole per loro.